Grossetti arte Contemporanea
“Lo spazio” serve proprio a tale scopo, poiché la funzione fantastica non è che questo: riserva infinita d’eternità contro il tempo (…. ) Lo spazio è nostro amico, la nostra atmosfera spirituale, mentre invece il tempo corrode. |
CHAMBER PAINTING MUSIC “Tempo/Spazio/suono/colore” Gabriele Amadori è un creatore atipico. Poco portato a parlare di sé, restìo di fronte ad ogni retorica, persegue da molti anni una strada coraggiosa e solitaria: quella della ricerca interdisciplinare tra arte, musica, architettura e scenografia. Incurante delle mode culturali, Amadori inscena visioni fluttuanti di ombra e di luce; disegna scene e costumi per opere liriche in tutto il mondo, progetta installazioni luminose per monumenti, spazi urbani e mostre; realizza performance in una metamorfosi costante di gesti, suoni e colore. Profondo conoscitore della musica, della storia del teatro, docente di scenografia al Politecnico, Gabriele ci sollecita a “vedere” la musica e “ascoltare” le immagini. E’ a queste forme di espressione e di sintonia che Amadori si è più dedicato, cercando consonanze tra suoni e colori nella musica di Bela Bartok, di Luigi Nono come anche nei Tableau Vivant, una lettura strutturale delle musiche di Franco Donatoni. Ma è soprattutto con la costruzione del suo teatrino delle meraviglie dedicato all’interpretazione fantastica fatta di forme e colori del Flauto Magico mozartiano che Amadori giunge a una forma di poesia visiva da grande maestro e profondo conoscitore delle arti. Amadori nelle sue Action Paintings converte le astrazioni musicali in materia, movimento, colore cangiante, strato su strato, realizzando un’esperienza che per molti sembrerebbe impossibile: la trasformazione apparentemente “spontanea” della tela sotto le pennellate successive che diventano movimento, le ondate melodiche accompagnate dai suoi gesti che danno forma ai segni. La ricerca di Amadori in questo campo ha una storia lunga cominciata con Demetrio Stratos nel 1976 trent’anni fa. Le composizioni di Amadori restituiscono unità al gesto creativo, riportano lo spettatore, l’ascoltatore a ritornare a quell’unità del sentire, di sensibilità, di finezza percettiva, sollecitando un’epifania spazio/temporale al tempo stesso moderna e primordiale. Anna Detheridge
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Grossetti Arte Contemporanea - Milano / Italy